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pagina dedicata al Comune di Montagna in Valtellina

.. siamo fieri dei numerosi messaggi ricevuti in questi ultimi anni da internauti che, non solo si complimentavano per le foto ed il sito, ma, ringraziavano per aver conosciuto il comune di Montagna in Valtellina, fino a quel momento, a loro sconosciuto. Ringraziamo gli internauti.
Siamo felicissimi di aver fatto conoscere questo piccolo comune della Valtellina, a mezzo mondo..>>

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Immagini, notizie e storia del Comune di Montagna in Valtellina

carta stradale di montagna in Valtellina.


Cenni storici del Comune
( fonte : pagina web - Comune di Montagna in Valtellina ):


Montagna in Valtellina,
( ubicata in media Valtellina alle porte di Sondrio, lato est  ) è uno dei centri più pittoreschi della media Valtellina, posto sulla celebre strada dei Castelli, che si snoda sul versante retico dell’Adda, ad un'altitudine di 400/500 metri sul livello del mare, collegando Sondrio Montagna, Poggiridenti, Tresivio e Ponte in Valtellina, per scendere poi sulla Statale n. 38, in corrispondenza di Chiuro e di qui risalire verso Teglio; dai terrazzi ariosi la vista spazia sul fondovalle, sul versante Orobico e sulle Alpi.

Il territorio di Montagna, oltre al capoluogo, comprende diversi nuclei abitati, di cui i principali sono: Montagna al Piano ( denominato Trippi ), ubicato lungo la Strada Statale n.38, a poco più di 2 Km dal centro abitato di Sondrio , a 291 m . s.l.m.; la contrada Madonnina, a 556 m. s.l.m.; la contrada Cà Vervio, a 667 m. s.l.m.; la contrada Cà Paini, a 622 m. s.l.m., suggestivamente distribuite lungo le pendici del versante Retico.
Il toponimo Montagna ( "Montania" ) compare per la prima volta in un documento del 917, quindi nel 1016 ("Guida turistica di Sondrio "Sondrio 1979).
La storia del paese nel Medioevo è legata ad alcune famiglie, i De Capitanei di Sondrio, a cui diedero il territorio in feudo, i Vescovi di Como, i De Piro, fondatori dell'omonimo castello, gli Interiortuli, i Malacrida e i Venosta Caparone.

Castel Grumello :

Salendo da Sondrio, dopo aver oltrepassato la frazione di Colda, si incontrano i ruderi del Castello De Piro, detto anche Castello Grumello, dal dosso roccioso proteso sulla valle dell'Adda, su cui è abbarbicato, composto da due costruzioni collegate fra loro, con una grande torre quadrata nel corpo orientale, è un raro esempio di Castello Gemino; fu eretto dai De Piro all'inizio del 300 (sembra da Corrado De Piro nel 1326), vi trovò scampo il vescovo di Como Benedetto De Asinaghi, fra il 1328 e il 1335, costretto dai Ghibellini comaschi campeggiati da Franchino Rusca, ad abbandonare la sua sede, essendo stato sostituito da quest'ultimo con suo fratello Valeriano.
Per rinuncia di Taddeo De Piro passò, nel 1372, a Tebaldo De Capitanei, feudatario del castello di Masegra, sopra Sondrio. Fu fatto smantellare dai Grigioni nel 1526, nuovi Signori della Valtellina dopo la caduta del Ducato Sforzasco. Oltre la Contrada Cà Bongiasca ( m. 923 ) si trovano i ruderi del castello di Mancapane; sorge in posizione dominante sul castello Grumello e sulla valle, eretto nella seconda metà del XIII secolo, si compone di una torre e di un recinto fortificato, per cui dovette svolgere funzioni tanto di guardia e segnalazione, quanto di difesa; anch'esso appartenne ai De Capitanei.

Le Chiese :

Il sorgere di numerose Chiese, nel cuore di ciascuna frazione, è dovuto alla particolare articolazione in contrade sparse, non poche di esse sono interessanti sotto il profilo storico e artistico.
Fu edificata nel 1326 accanto al Castello di Grumello, da Teobaldo De Piro, la Chiesa di S. Antonio Abate; la chiesa continuò la propria vita mentre la fortezza venne, come s'è visto, smantellata dai Grigioni nel 1526, essa si rivelò presto inadeguata a contenere i fedeli provenienti sia da Montagna che dai paesi limitrofi, essendo molto forte la devozione verso S.Antonio, protettore degli animali.
Nel 1667 fu possibile la costruzione di una nuova chiesa, grazie alle offerte, in gran parte in natura, o in volontarie prestazioni di manodopera, e alla concessione del "Placet" fatta dalla Curia di Como, nel 1670 gran parte dei lavori era terminata. Mentre l'esterno è molto semplice, l'interno si presenta in eleganti forme barocche. Nella cappella di sinistra, dedicata a S.Raffaele, si conservano dipinti (e una pala d'altare su tela del pittore comasco Pietro Bianchi) per tradizione nel primo giorno di Carnevale, festa di S.Antonio, gli abitanti dei paesi vicini, salgono a piedi alla chiesa. Ancora oggi, fuori dalla chiesa, dopo i riti religiosi, ci si raduna per ascoltare la banda e degustare dolciumi (la tradizionale cupeta fatta con miele e gherigli). In contrada Madonnina, sorge la chiesa barocca della Beata Vergine delle Grazie di Caravaggio, il cui portale reca data 1731. Sull'altare si trova un affresco cinquecentesco raffigurante una Madonna col bimbo in grembo, qui collocato nel 1744.
Nel cuore del paese è situata la Chiesa Parrocchiale quattrocentesca di S. Giorgio, con navata unica, divenne parrocchia nel 1510, l'interno è arricchito con grandi statue in stucco realizzate dal ticinese Francesco Iva (1629). Attigua a S. Giorgio, vi è la Chiesa della Madonna del Carmine, il cui presbiterio è stato affrescato con storie di Cristo e della Vergine, dal pittore comasco Sigismondo De Magistris nel 1514 c.ca.
Leggermente più antichi sono l'affresco raffigurante la Madonna in trono e quello con il Beato Simonino da Trento. Comunica con la chiesa l'oratorio dell'annunciazione dove si trova un affresco del XV secolo.
A 911 m. di altezza, fra poche baite in pietra, si trova la Chiesa di S. Maria di Perlongo, di origine quattrocentesca, con affreschi risalenti alla metà del XV secolo (la Trinità, la Madonna col Bambino in Trono, e Santi). Una severa cancellata del 700 in ferro battuto separa la navata dal presbiterio Purtroppo la bella anconetta in legno intagliato e dipinto, tardo quattrocentesca, posta un tempo sull'altare maggiore, è stata scempiata da un furto vandalico. Recentemente è stata sostituita con un ancona realizzata dal pittore valtellinese contemporaneo Elio Pellizzatti.

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